YUCATAN FLY AND DRIVE
Il Messico o meglio la penisola dello Yucatan non è stato un viaggio come gli altri. Questi venti giorni con Luca e le nostre fidanzate Laura e Betty, segneranno per sempre le nostre vite. Da li a meno di un anno ci sposeremo tutti con le rispettive fidanzate di questo magico viaggio.

VIAGGIO CON CUPIDO
Voliamo KLM via Amsterdam e pernottiamo vicino l’aeroporto di Schiphol per la coincidenza del giorno successivo. Serata in hotel, tutti belli carichi e con tante aspettative per le prossime tre settimane.
A Miami abbiamo un’altra coincidenza con American Airlines per Cancun il giorno successivo che ci ha permesso di giare un po Miami Beach noleggiando un’auto. Atterrati a Cancun ritiriamo l’auto prenotata dall’Italia, ma per quanto grande non aveva spazio per tutte le valige, ed una ce la siamo portata sempre in mezzo al sedile posteriore.
Il clima tra noi era di assoluta complicità ed avremmo superato qualsiasi imprevisto, anche se non ce ne sono stati, malgrado certe botte alle sospensioni causate dai “topes”, i nostri dossi, ce ne sono ovunque e con l’auto stracarica si fanno certi salti, ma incredibilmente non si è mai rotto niente.

In direzione Merida ci siamo fermati al suggestivo Cenote X’keken, una caverna sotterranea con una piscina di acqua dolce color turchese, piena di stalattiti ed un piccolo buco sulla parte superiore che faceva filtrare la luce del sole per un effetto davvero magico.

Poco distanti abbiamo visitato le Grotte di Balankanche, che sono delle cavità sotterranee illuminate artificialmente con ancora moltissimi reperti Maya al loro interno, una specie di museo sotterraneo, che si snoda sottoterra per quasi un chilometro, l’ossigeno laggiù scarseggia ed è quindi sconsigliato a chi ha problemi respiratori, ma è un’esperienza veramente unica e gli stagni d’acqua, che si trovano sul percorso, rendono l’ambiente surreale.


Nel sito di Chichèn itzà, siamo entrati la mattina presto, ed è stata la nostra fortuna, visto le centinaia di turisti che in una lunghissima fila all’entrata si accalcavano dopo essere stati scaricati dai pullmann dei tour organizzati, noi li abbiamo visti mentre stavamo uscendo.
Chichèn itzà è un importante complesso archeologico Maya, spettacolare tenuto benissimo e molto suggestivo, dove abbiamo apprezzato ogni suo angolo con pochissima gente.
Salire sulla piramide di Kukulkan, denominata El Castillo, con i suoi strettissimi gradini ci ha fatto capire come fossero stati appositamente costruiti per i piccoli piedi di questo antico popolo, dalla statura mediamente bassa rispetto a noi.


MERIDA
L’arrivo a Merida, dopo tanti piccoli villaggi incontrati sulla strada, è un bell’impatto, la città è molto viva ed è la capitale dello Yucatan. Noi abbiamo soggiornato al Grand Hotel, un vecchio edificio in stile coloniale con all’interno un’ampia area all’aperto dove si affacciavano le balconate dei tre piani e l’atmosfera di altri tempi.
Le camere alte e spaziose erano molto datate, ma questa è la caratteristica degli edifici storici. Per cena ci siamo fatti tentare da una pizza in Plaza de la Independencia che passerà alla storia per la peggiore di sempre, comunque il contesto della piazza merita una bella visita, circondata dalla Cattedrale di Mérida, e dall‘Iglesia de la Tercera Orden, in pietra calcarea bianca, sono chiese dell’epoca coloniale costruite utilizzando resti di antichi templi maya.
Proseguendo il percorso programmato in senso antiorario per terminare il viaggio con un soggiorno balneare a Playa del Carmen, troviamo Uxmal che è probabilmente la piramide più ripida dei Maya, veramente da brividi, non adatta a chi soffre di vertigini.
Il panorama dalla cima è incredibile, con tutta quella vegetazione che la circonda. Pernottiamo a due passi dal sito archeologico, in mezzo alla foresta nel Club Med di Uxmal.


LAGUNA DI BACALAR
Un’altra tappa che non dimenticherò è la laguna di Bacalar, descritta dai Maya come la laguna dai sette colori, tante sono infatti le sfumature di blu che l’acqua assume, paragonabile ad un’isola tropicale si fatica a credere che in realtà sia un lago di acqua dolce.
L’Hotel Laguna Bacalar dove abbiamo pernottato è semplice ma in posizione spettacolare, si affaccia direttamente sulla laguna ed abbiamo trascorso indimenticabili tramonti e serate sui balconi delle camere a chiacchierare e divertirci davanti ad un buon caffè Italiano portato da casa, moka compresa.


Questo viaggio indimenticabile prosegue fino all’ultima destinazione Playa del Carmen, dopo aver visitatola la città Maya di Tulum, altro sito spettacolare, unico per la sua posizione sul mare. Probabilmente insieme a Chichèn itzà, il sito archeologico di Tulum è l’immagine più conosciuta dello Yucatan.
Varcato le mura di cinta ci siamo diretti subito a El Castillo, che si affaccia sulle bianche spiagge del mar dei Caraibi, impossibile non rimanere affascinati da tutto ciò.


PLAYA DEL CARMEN
Un giorno da Playa del Carmen il gruppo si è diviso per due escursioni separate, io, Laura e Luca ci siamo imbarcati per una battuta di pesca, sperando di catturare qualche Barracuda, mentre Betty ha fatto un’ immersione, essendo in possesso del brevetto da sub, per vedere le tartarughe.
E’ finita che noi non abbiamo pescato niente ma abbiamo avvistato una Tartaruga Marina, mentre Betty ha visto tanti Barracuda, scherzi del destino. La giornata allo Xcaret park è stata incredibile e fantastica, Betty ha realizzato il suo sogno, fare il bagno con i Delfini.
Così come la giornata dell’escursione all’isola di Cozumel, che abbiamo girato completamente con dei motorini a noleggio. Fantastico!


Sono stati davvero tanti gli aneddoti che ogni giorno hanno reso questo viaggio cosi speciale. Ci sono posti e ricordi così belli che non si possono esprimere a parole ma l’amicizia che ci ha legato in Messico durerà per sempre.
– Agosto 1996 –
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