AVVENTURE IN MOTO

IL GRANDE NORD

INDICE RAPIDO

23 LUGLIO

24 LUGLIO

25 LUGLIO

26 LUGLIO

27 LUGLIO

28 LUGLIO

29 LUGLIO

30 LUGLIO

31 LUGLIO

1 AGOSTO

PRESENTAZIONE DEL VIAGGIO

Appena rientrato dalla Bretagna, eccomi qua a presentare il nuovo progetto di viaggio.

Il caldo inaspettato dell’ovest francese mi ha convinto ad andare sul sicuro verso il Grande Nord a riassaporare il fresco/freddo in questa estate torrida.

BRETAGNA 2026

Non è certo un ripiego un viaggio epico come quello che vorrei fare, i paesi scandinavi sono sempre una garanzia di paesaggi spettacolari e natura semi incontaminata.

La vera sfida sarà fare così tanta strada nei pochi giorni che ho a disposizione.

La partenza è prevista per venerdì 24 luglio e il ritorno “dovrebbe” essere il 10 Agosto…vedremo.

Chi mi conosce sa che sono in pensione ma anche i pensionati hanno impegni familiari.

La prima bozza di viaggio prevedeva un percorso tra Svezia e Finlandia, due paesi che non ho ancora visitato, poi se non fosse per migliaia di chilometri di foreste e altrettanti laghi, (e milioni di zanzare) non è che a prima vista il viaggio mi desse molto entusiasmo e la tentazione di tornare in Norvegia è stata irresistibile.

YAMAHA TRACER 900 2020

Avendo girato la Norvegia nel 2018 e nel 2020 in lungo e in largo mi posso permettere di passare dalla Svezia alla Norvegia già sopra il Circolo Polare Artico e dedicarmi a zone nuove, a parte il ritorno a Caponord per la seconda volta, se tutto andrà come spero.

ATLANTIC ROAD 2018

I PUNTI SALIENTI DEL PERCORSO

Tralasciando la traversata dell’Europa centrale, dovrei arrivare al porto di Travemünde, in Germania, in due giorni e poi con una traghettata di circa 10 ore sbarcherò direttamente in Svezia al porto di Malmo.

L’alternativa stradale con il passaggio sul bellissimo Ponte di Øresund l’ho gia fatta nel 2018.

Inizialmente percorrerò le noiosissime ma scorrevoli autostrade con una sosta panoramica a Stoccolma. Questa scelta è ovviamente necessaria per macinare chilometri in vista di posti e natura più nordici.

A circa metà della Svezia lascio definitivamente l’autostrada per iniziare il divertimento in direzione Stekenjokk, a due passi dal confine Norvegese.

Un altopiano che promette sensazioni da “fuori dal Mondo”.

Non particolarmente elevato è situato sopra la linea degli alberi e a questa latitudine farà freddo e sono molto curioso di scoprirlo.

Rimango ancora in Svezia e proseguo fino al Circolo Polare Artico, per entrare in Norvegia all’altezza delle Lofoten. Come non farsi tentare di rivedere queste meravigliose isole, ma il tempo in questo viaggio è tiranno e mi voglio concentrare su posti e strade mai fatte.

LOFOTEN 2020

L’isola di Senja è una perla che ho attraversato velocemente nel 2020 tornando da Caponord per scendere alle Lofoten, ma questa è l’occasione giusta per dedicargli il tempo che si merita.

A questo punto se tutto va bene proverò ad allungare il percorso fino a Caponord prima di iniziare la discesa verso casa passando dalla Finlandia.

La Finlandia sarà un’altra nuova nazione da attraversare dove farò soste dedicate a Inari, nella Lapponia Finlandese, culla del popolo Sami, e ovviamente a Santa Claus a Rovaniemi.

Non so ancora con che forze arriverò ad Helsinki per decidere se prendere un traghetto che in due ore mi porterà a Tallin, in Estonia, e poi 2500 km filati, oppure se andare direttamente in Germania, a Rostock, con un altra traghettata di 30 ore, costosa ma più rilassante.

Sarà tosta ma sento il bisogno di trovare sempre una sorta di sfida con me stesso per raggiungere i miei obiettivi, soprtatutto se si tratta di avventure in moto.

Se il meteo me lo permetterà non mancheranno tratti di sterrato in Svezia e in Finlandia, giusto per rendere più avventurosa questa nuova esperienza.

Spero di trovare il tempo di aggiornare questo diario di viaggio, anche solo per scrivere dove mi trovo e se è tutto ok.

Se qualcuno è incuriosito da questo programma e vorrebbe sapere se riuscirò nell’impresa, vi aspetto qui.

A presto!

23 LUGLIO

La betty è pronta, scalpita, freme, ha fame di chilometri e aspetta solo che giri la chiave e apra il gas.

Io sono in forma, a 61 anni non sono mica vecchio no?

Kit di trasmissione nuovo, il meccanico mi ha detto, fagli fare un po di rodaggio alla catena.….si si ci penso io, 9000 km possono bastare?

24 LUGLIO

Finalmente si parte!

L’obiettvo di oggi è fare più strada possibile per prendermela più comoda domani per arrivare al porto di Travemunde, e direi che 788 km sono un buon traguardo.

Ma partiamo dall’inizio…

La via più breve da casa mia per arrivare sul Mar Baltico, in Germania, sarebbe quella di passare dalla Svizzera ma 45€ di vignetta per un giorno solo non sono convinto di spenderli. Dato che non so se avrò altre occasioni quest’anno per andare in Svizzera.

La vignetta Austriaca per 24 ore costa 3,8€ così l’ho fatta on line digitalmente e non ho nemmeno la necessità di mettere l’adesivo.

Mi fermo in uno degli ultimi Autogrill prima del Brennero per farmi l’ultimo espresso…1,6€ minch…

Un caffè amaro a quel prezzo, anche se ci ho messo molto zucchero.

Per un euro e sessanta mi porto via una decina di bustine di zucchero, almeno li ho spesi bene sti soldi.

La temperatura è ottima, tra i 18-24 gradi.

In Austria mi fermo in una stazione di servizio, fuori dall’autostrada, per il pieno alla Betty, 1,949€ va bene così, in autostrada non c’è niente sotto i 2,190€ al litro.

Pranzo con uno dei due panini con lo speck portati da casa e riparto.

Supero il Fernpass che offre bellissimi panorami con le sue montagne imponenti spoglie di vegetazione che ricordano le mitiche Dolomiti.

Purtroppo è una strada di montagna molto frequentata e i tornanti sono una fila di camion, auto e camper.

I ricordi vanno ai tempi che ci sono passato con la Tracer 900, la mia prima moto nel 2016 e anche in auto per una trasferta di lavoro in Germania.

A tratti sia in Austria che in Germania il traffico è molto intenso e spesso è tutto fermo costringendomi a superare tra le file.

Così è difficile macinare chilometri, cerco di riposare in un paio di soste, stringo i denti e vado avanti.

A circa 60 chilometri da Wurzburg prenoto un alloggio in un paese vicino alla città tedesca ma sono in riserva e per fare altri 60km sono un po’ tirato, decido di fare il pieno subito ma non vedo il prezzo, alzo la pistola della pompa e non credo ai miei occhi…

2,730 € al litro, nemmeno fosse il The Macallan, la bottiglia di whisky scozzese venduto all’asta per 2,5 milioni di euro.

Ne metto 3 litri giusto per arrivare da un benzinaio meno ladro.

Poi scopro che per spendere un po’ meno dovrò fare la super E10 e non la E5 e comunque qui in Germania anche lontano dall’autobahn meno di 2,1€ non si trova.

Bei tempi l’anno scorso quando la pagavo 0,40 € al litro in Kazakistan .

Prendo due banane e una bottiglia d’acqua al discount e vado alle pensione ma all’arrivo la bottiglia che avevo legato sui bagagli con l’elastico del “ragno” non c’è più.

Persa per strada.

Il gentilissimo proprietario mi regala due bottigliette di limonata perché qui ad Albertshofen, non c’è nulla, nemmeno un negozio.

La camera è ottima per quello che serve a me e c’è pure la macchina del caffè con le capsule.

Anche se c’è una bella cucina in indivisa, ho ancora un panino avanzato che con banana e caffè mi soddisfa per la cena.

Preparo la colazione in camera per domani mattina e finalmente relax.

25 LUGLIO

Un caffè e dei biscotti in camera sono una prima colazione giusto per mettere qualcosa nello stomaco.
Lascio questo paesino silenzioso di campagna per tornare sull’autostrada tedesca n.7 in direzione Travemunde.
La tappa di oggi è di 550 km e con tutto il giorno davanti non dovrei aver problemi ad arrivare al porto e fare il check-in per le 18.
Dopo un’oretta però ho bisogno di un cappuccino.

Non c’è motivo di correre e vorrei fare una sosta ogni oretta di viaggio.
A metà giornata i piani di viaggio iniziano a vacillare, lavori in corso, un incidente e l’intensificarsi del traffico causano frequenti rallentamenti e code.
Inizio a preoccuparmi, se perdo il traghetto è un casino in un programma di viaggio serrato come questo.
La maggior parte del tratto autostradale è a due corsie per marcia più una a destra di emergenza e quando c’è coda o si va a passo d’uomo gli automobilisti sulla corsia di sinistra si spostano sul bordo sinistro e quelli di destra vanno a cavallo della riga della corsia di emergenza creando un varco al centro che mi facilità il passaggio, sempre a bassa velocità naturalmente
La stessa cosa mi era capitata in Olanda e anche in Francia la auto si spostano quasi sempre quando arriva un motociclista.
Magari succedesse anche in Italia.
Ma c’è qualcosa che non mi torna qui in Germania, mentre proseguo tra le auto pian pianino, supero anche dei motociclisti tedeschi in fila con le auto.

Perché loro non fanno come me?
Come dice un vecchio proverbio, non fare il bagno nel lago dove non lo fanno quelli del posto.
La coda è interminabile e decido di fare una pausa all prima area di sosta che trovo.
Poco dopo si affianca un motociclista svedese che parla fluentemente l’italiano, si fa due parole e poi gli chiedo questa cosa delle code, mi spiega che le auto si spostano per creare una corsia di emergenza tra le due corsie.
Resto dubbioso, ma allora la terza corsia libera a destra a che serve?
Mi fa notare che spesso quella a destra, che da noi è di emergenza, spesso e molto più stretta di una carreggiata normale quindi gli eventuali soccorsi non passerebbero.
Ho rischiato una multa salatissima se mi avesse fermato la polizia.

In compenso, mi racconta il biker svedese, la polizia chiude un occhio se i motociclisti, in caso di lunghe code, passano nel “corridoio” a destra che in parte viene occupato dalle auto che si spostano leggermente a destra.
Ripartiamo insieme e mi fa vedere dove passa lui e in effetti tra autobus e camper a volte facciamo fatica a passare anche con le moto, altro che corsia di emergenza.
Paese che vai usanze che trovi.
Sono stato spesso in Germania in moto e non mi era mai capitato o forse non mi hanno mai beccato a passare tra le auto.
Alle 16 muoio di fame ma mancano solo 50 km al porto così mi fermo a mangiare qualcosa al Burger King.
Arrivo in anticipo di un’ora, il check-in apre alle 19 puntuale ma poi fino alle 20,30 rimaniamo tutti ad aspettare nel piazzale davanti al traghetto. Finalmente si sale a bordo e incredibilmente riesce a partire anche in anticipo.
Il tramonto mentre lasciamo il porto è emozionante, domani dalla Svezia l’avventura entrerà nel vivo.

Porto di Travemunde (Germania)

26 LUGLIO

La notte e la navigazione sono state tranquille, l’arrivo a Malmo è previsto alle 7,30 quindi punto la sveglia e alle 6,30 sono già sul buffet della colazione.

Sembra già un’altro mondo nel comportamento dei passeggeri della Finnlines, il buffet è libero, nessuno del personale ti dice o chiede niente ma non è gratis, bisogna recarsi al bar e chiedere di pagare. Non aggiungo altro.

Il meteo promette bene, il sole va e viene tra nuvole bianche e nuvoloni grigi, la temperatura di 18 gradi è bella fresca come piace a me.

Oggi sarà un’altro tappone da 600 km, voglio arrivare nei pressi di Stoccolma.

Non c’è un granché di interessante da vedere da Malmo alla capitale e la strada più veloce è la E4, lunga, noiosa ma necessaria.

La benzina torna a prezzi più che ragionevoli tra 1,3 e 1,4€ al litro, e i primi cartelli di pericolo attraversamento Alci, mi riportano ai viaggi scorsi fatti in Norvegia

Pranzo su una panchina sul lago Vattern, con una scatoletta di Insalatissime al pollo.

A metà pomeriggio inizio ad avere qualche abbiocco dalla noia malgrado la buona compagnia di podcast interessanti che ho scaricato.

Faccio una lunga pausa e poi mi sparo gli ultimi 100 chilometri fino all’alloggio prenotato.

Nel mentre mi immaginavo di cucinarmi per cena un bel piatto di maccheroni con sugo alla bolognese portati da casa.

All’arrivo a Sandviken, un bellissimo posto sul bordo del lago Malaren lontano da tutto, la brutta sorpresa, la cucina in comune non c’è.

Solo pernottamento e bagno in comune.

Mi rileggo la descrizione su Booking e in effetti c’èra scritto barbecue, microonde e utensili da cucina.

Mi ha tratto in inganno la voce, utensili da cucina.

E che me ne faccio degli utensili se non ho un fornello?

Un’altra cena in scatola non mi va, e non mi va nemmeno di riprendere la moto, sono stanco e voglio riposare.

Ho un colpo di genio, in camera ho un bollitore elettrico e una grande tazza, e guarda un po’, tra le provviste c’è una confezione di Sakebon.

La cena è salva!

27 LUGLIO

Mi fermo alla prima stazione di servizio a fare colazione prima di entrare a Stoccolma.
Mi sono segnato un posto panoramico con vista dall’alto della città e dovrei arrivarci molto vicino con la moto
Il centro di Stoccolma è semi deserto per le rigide restrizioni a tutti i mezzi con motore a combustione, dalle info che ho cercato sembra che le moto siano escluse da queste limitazioni.
Se così non fosse mi costerà cara la foto di Stoccolma, ma per oggi non mi ha fermato nessun poliziotto o ausiliare del traffico.


Uscito dalla capitale mi aspettavano 400 km di autostrada e poi finalmente avrei iniziato ad entrare verso l’interno della Svezia percorrendo altri 100 km di strade molto più interessanti.

Escludendo la sosta al Dragon Gate ho dovuto fare almeno 3 soste lunghe per superare la noia e l’abbiocco che mi faceva chiudere gli occhi malgrado musica e podcast a tenermi compagnia.

Il Dragon Gate è stata una sorpresa non programmata ma quando dall’autostrada mi è parso davanti questo edificio tipicamente orientale non ho potuto fare a meno di fermarmi e scoprire che è un complesso turistico che rappresenta luoghi simbolici della Cina.


Lasciata definitivamente l’autostrada E4 a Sundsval, prendo la 87 verso Hammarstrand dove ho prenotato una Hytte, la tipica casetta rossa dei paesi nordici.
La 87 è già un’altra cosa come guida anche se è una strada principale.
Ho deciso di fare le autostrade nei giorni precedenti perché comunque sulle altre strade i limiti sono bassi e lo sono ancora di più quando si attraversano i paesi e volendo fare così tanti chilometri al giorno non volevo arrivare a destinazione di sera.
All’orizzonte certi nuvoloni neri non lasciano ben sperare, finora mi è andata di lusso con il meteo ma stavolta l’acquazzone lo prendo anche se solo per 10 minuti e poi di nuovo il sole.
Il camping sul lago Indalsalven è molto bello, scopo successivamente che non è un lago ma un fiume che qui si allarga notevolmente anche l’acqua sembra stagnare.


La casetta è fantastica, non è la prima volta ma è sempre emozionante alloggiare in una Hytte.


La cucina in comune ben attrezzata mi toglie anche lo sfizio di farmi un buon piatto di pasta.
Inizia a fare freddino man mano che salgo verso nord, e mi sono completamente dimenticato del caldo patito in Francia e a casa solo una settimana fa.

Un ringraziamento speciale agli amici Sabrina e Andrea per l’originale t-shirt che mi hanno regalato

28 LUGLIO

La fatica di questi primi giorni di lunghe percorrenze si sta facendo sentire.

Anche se cerco di dormire 7/8 ore regolarmente mi sveglio già stanco.

Oggi ho in programma un’altra tappa impegnativa per andare sull’altopiano di Stekenjokk ma quando alle 6 controllo il meteo e vedo pioggia in quella zona, lo interpreto come un segno così mi rigiro nel sacco a pelo e mi riaddormento fino alle 8,30.

Dopo un buon caffè con i biscotti mi preparo per andare al prossimo alloggio che con la via più breve dista solo 260 chilometri.

Ci voleva una giornata dal ritmo lento ne avevo proprio bisogno.

Dopo pochi chilometri accuso qualche capogiro, non proprio il massimo mentre si guida una moto, forse un calo di pressione.

Mi rendo conto che basta poco se il fisico crolla, addio viaggio e dietrofront.

Rallento, respiro e mi passa. Ho fatto bene a regalarmi una giornata con pochi chilometri.

Il sole splende e in questo stato di debolezza è una vera fortuna.

Riesco a guidare rilassato e mi sento così meglio che azzardo qualche bella strada bianca che desideravo da casa poter percorrere in mezzo a questi infiniti boschi.

Tra una sosta pranzo e una merenda cappuccino e dolcetto arrivo verso le 16 a Dalasjo, dove mi aspetta una comoda camera.

La cucina condivisa è super comoda per prepararmi un risotto confezionato, mentre scambio messaggi con amici in viaggio sparsi nel mondo.

29 LUGLIO

Ancora una giornata di sole che male non fa’, anzi.
Oggi mi sento più in forma di ieri e sono anche contento di andare in Norvegia.


La Svezia ha fatto il suo e qualche bel ricordo me lo porto a casa come i suoi laghi circondati da immense foreste, i percorsi sterrati ovunque ti giri, i villaggi semplici e ordinati, oggi però il livello si alza al notevolmente.


La terza volta in Norvegia è un record per me che, tranne la Thailandia, non ho mai messo piede piu di due volte nello stesso paese.
E anche questa volta non ci metto i piedi ma i pneumatici di una moto.
Prima di varcare il confine voglio ancora farmi affascinare dalla Svezia, e cerco uno sterrato facile che non corra dentro una foresta ma che costeggi un lago.
Lo trovo poco a nord di Slagnas ed è una meraviglia.


Racchiude in se tutto il meglio della natura svedese, sterrato in mezzo agli alberi, vari isolotti sparsi qua e là nel lago, con le casette tipiche del grande nord, l’acqua calma e blu intenso, poi con un sole come oggi sembra tutto perfetto.


Pranzetto wild e proseguo verso il confine norvegese.
Prima però faccio una sosta per la foto di rito al cartellone che indica il parallelo dove inizia il circolo polare artico.


A pochi chilometri dal confine l’ambiente cambia notevolmente e dalla pianura sconfinata delle foreste svedesi si passa alle imponenti montagne norvegesi con ancora chiazze di neve in quota.


Mi emoziono alla vista delle prime cime, ed è solo il preludio della immensa natura di un paese che adoro dalla prima volta, nel 2018, che ci sono stato.


Il camping Saltdal Turistcenter è poco dopo il confine.
La Hytte che ho prenotato è esattamente come quelle dei viaggi scorsi, il legno caldo e con il tetto ricoperto di erba.


Welcome in Norge.

30 LUGLIO

La Hytte è buia con la tenda calata sulla finestra alle 3,30 mi rigiro e penso alla pioggia prevista per la prima giornata in Norvegia che mi aspetta.

Incuriosito esco a controllare il meteo e non solo non piove, non ancora, ma c’è pure un raggio di sole sulle montagna vicino.

È tardi a fine Luglio per vedere il sole di mezzanotte ma la notte buia ancora non c’è a questa latitudine.

Alle 7 però tutto è cambiato, cielo coperto e pioggia leggera.

Mi preparo con indosso l’antipioggia e alle 9 parto.

Se è vero che ormai le previsioni meteo raramente sbagliano spero quindi che ci azzecchino oggi pomeriggio che danno una discreta apertura.

Finalmente quegli stradoni dritti della Svezia sono finiti e anche con la pioggia mi diverto molto di più qui.

Rispettare il limite massimo di 80 kmh non è difficile mentre piove e così viaggio tranquillo dando qualche sbirciata ai panorami avvolti dalla foschia.

Prima sosta benzina e cappuccio e brioches, anche se appena sveglio ormai un caffè con la moka è diventato un rito.

Ogni tanto smette di piovere e ogni tanto ricomincia leggera, fino ad una tregua verso mezzogiorno.

Ne approfitto per un hotdpg per pranzo e un giretto al mitico supermercato Rema 1000 per fare scorta di acqua.

Arriva il momento in cui la strada finisce e prosegue su un traghetto che fortunatamente inizia ad imbarcare proprio quando arrivo io.

La traversata da Bognes a Skarberget dura circa una mezz’oretta e a bordo tra alcuni motociclisti incontro di nuovo una coppia con una Honda, che avevo conosciuto due giorni fa in Svezia nello stesso alloggio a Dalasho.

Tornato sulla terra ferma ho ancora due orette di viaggio per arrivare al prossimo alloggio ma solo una decina di chilometri dopo esser sbarcato alla mia sinistra vedo un scorcio di montagne da togliere fiato, fermo subito la moto e rimango ad ammirare quelle forme grandiose.

La pioggia aveva smesso di cadere per lasciarmi il tempo di fotografare e ammirare quelle cime.

Piccoli segnali che ti fanno sentire un tutt’uno con l’universo.

Sapevo che il Storfossen Hostel, dove alloggerò stanotte era in una posizione fantastica ma la realtà ha superato le mie aspettative.

una decina di camere private con bagni e cucine (due) in comune.

terrazze e salotto molto grandi ma la chicca è che si trova in mezzo al nulla a ridosso di una bellissima cascata.

Top!

31 LUGLIO

Giornata importante oggi, ho puntato molto, in questo viaggio, sulla visita dell’isola di Senja rinunciando a tornare alle isole Lofoten.

Stamattina c’è il sole, ed è già un buon inizio anche se le previsioni danno molta variabilità.

Parto alle 8,30 da questo fantastico alloggio e poco dopo mi fermo a fare colazione alla prima stazione di servizio.

Ci sono 13 gradi ma con il trapuntino che ho aggiunto ieri sera alla giacca da moto si sta una meraviglia.

Ci vuole qualche ora per raggiungere Finnsnes dove un mega ponte collega Senja alla terra ferma.

Il primo punto panoramico che mi sono segnato è la vista super scenografica delle guglie chiamate “denti del diavolo”.

proseguo costeggianto questi fiordi tra vette particolari e spiagge caraibiche, mi fermerei ad ogni chilometri tanta è la bellezza di quest’isola.

Spesso si attraversano lunghe gallerie a una sola corsia di marcia con le pareti di roccia.

Esploro alcuni villaggi come Fjordgard e Husoy, tra qualche goccia di pioggia che però non crea problemi per foto e video.

Anche Maverik fa’ la sua parte sfidando il vento.

Avendo prenotato l’alloggio sull’isola di Kvaloya, devo tenere d’occhio l’orario del traghetto che parte ogni 2 ore da Botnhnam

Mi avvicino al porticciolo con un’ora di anticipo, verso le 15 e c’è già una lunga coda di auto e camper.

Mentre aspetto conosco un motociclista norvegese, anche lui in coda, e tra una parola e l’altra mi consiglia di andare a Hillesoya, poco distante da dove sbarcheremo.

Non avrei mai immaginato che quel posto sarebbe stata la ciliegina sulla torta di questa bellissima giornata.

La traghettata dura circa 40 minuti e non ringrazierò mai abbastanza questo norvegese per la dritta.

Hillesoya è un piccolo arcipelago unito da ponti con isole e isolette di spiagge bianche da fare invidia alle più famose Lofoten, ma con la peculiarità di non essere affatto turistiche.

Un vero paradiso.

1 AGOSTO

Sposto la tenda della mia camera e vedo un sole fantastico.

Oggi tappa di circa 450 km per arrivare al camping di Alta, ultima città abbastanza grande così a nord, un passaggio quasi obbligato per arrivare a Caponord.

Solo la sera prima con tutta quella pioggia battente non ci speravo proprio ma qui è così, tutto può cambiare velocemente e una notte è bastata per dare al paesaggio fuori dalla finestra tutta un’altra impressione.

La strada E6, che porta ad Alta, non è chiamata ‘scenic road” a caso.

Infatti la grande difficoltà di oggi è quella di riuscire a non fermarsi ogni 10 chilometri per ammirare le viste spettacolari dei fiordi che costeggia e le montagne piene di cascate.

L’intera giornata rimane baciata dal sole e addirittura man mano che si va verso nord la temperatura sale fino a raggiungere i 17 gradi.

Se da una parte è piacevole guidare con questa temperatura dall’altra parte è seriamente preoccupante questo “caldo” anomalo che è arrivato sin qui.

A circa 100 chilometri da Alta, faccio una deviazione che sale su una montagna innvece che prendere la galleria per attraversarla e la scelta mi regala una vista mozzafiato sul mare e sugli isolotti che sembrano galleggiare su di esso.

L’arrivo in città è un dajavou di sei anni fa, mi ricordo benissimo di queste strade della sua chiesa moderna, e del supermercato Rema 1000 dove avevo comprato le fette di salmone norvegese per farmi dei sandwich, e in memoria del primo Caponord ripeto l’usanza anche questa volta

Sono davvero molto vicino alla meta finale, 240 chilometri al giro di boa, ultimo pezzo di strada oltre il quale non si può più proseguire.

Nordkapp è a portata di mano ed è meglio farsi una bella dormita per affrontare le intense emozioni che ci saranno domani.

4 Comments

  • Alessio DB

    Ciao Emanuele, dopo parecchio tempo mi fa piacere avere tue notizie.
    Rivederti in viaggio è sintomo che stai bene, la Norvegia mi suscita i ricordi del bellissimo viaggio dello scorso anno e, prima o poi, sarà ancora una nostra metà dal momento che a Capo Nord non siamo arrivati… ma tra 7 giorni partiamo per la Scozia, altro posto che tu già conosci.
    Non mi dilungo, ti auguro buona strada in Scandinavia, ricordati che hai il mio contatto “diretto” se ti fa piacere…
    Un abbraccio e… goditela al massimo !!!

    • thenextrip

      Ciao Alessio, dopo la Tunisia ho avuto impegni familiari che mi hanno lasciato poco tempo libero, e anche per questo viaggio sono un po’ tirato ma ci voglio provare. Pensa che la Scozia era in ballo con la Scandinavia, ci saremmo sicuramente trovati ma alla fine ha vinto la Norvegia😂.
      Auguro un bellissimo viaggio anche a te. La prima occasione che passo da Trieste ti chiamo

  • thenextrip

    I video sono un tasto dolente perchè sono molto indietro nel montaggio di quelli scorsi ma la buona notizia è che ci sto lavorando e anche se ne ho pronto qualcuno aspetto di finire la serie per pubblicare con una certa costanza.
    Intanto tranquillo che continuo a fare riprese ad ogni viaggio così il materiale non mi mancherà per futuri video.

  • Toni

    Altro meraviglioso viaggio che prima o poi, farò anche io. Hai parlato di età, ma tu sei un ragazzone bello forte, e come detto in altre occasioni molto bravo a documentare i prorpi viaggi con bellissime parole e foto. Buona strada e, mi raccomando aggiornaci.
    Metterai anche dei video su youtube spero.
    Ciao un abbraccio

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